Giorgio Casarin: Arte come mestiere

Dal 4 al 31 maggio 2018

Arte Paolo Maffei / via Riello 5" / 35122 Padova

orario dal martedi al sabato ore 9 - 12 e 15 - 19


 

"... Le sue opere contengono ricordi che si intuiscono lontani, come la serie sui paesaggi; i suoi personaggi sono dei solitari, vedi Giorno d’estate (2017), anche quando come in A passeggio (2017) sono in compagnia. C’è nelle opere dell’ironia, del divertimento, e il divertimento diventa critica: si estrania dal contesto socio-commerciale-consumistico per esercitarsi sul sociologico, con agganci al fumetto, al film d’animazione, quasi incrociando il fatto di cronaca

TEATRO OLIMPICO, 2002, acquaforte, acquatinta 31x40 Il percorso di Casarin è lineare, nell’ordine di un medesimo pensiero secondo i differenti metodi di comunicazione ma intimamente coerente. La sua immaginazione, sempre legata a un’oscura ma evidentemente naturale necessità di epifanie mobili, per quanto tradotta in forme o formule diverse ha continuato a muoversi attorno a un punto, al quale non deve essere estranea né una sorta di sollecitazione letteraria né, soprattutto, una certa qualità teatrale: la possibilità di un racconto analogico attuato per scompiglio e riorganizzazione (dall’interno come in superficie, per analisi dei congegni come per precisazione della forma portante, vedere come esempio le incisioni La musica e Teatro Olimpico). Ne deriva pertanto una formazione di immagini contraddistinta da una combinatoria di forme semplici, strutturantesi per eterodossia di varianti suggerite dall’impiego dei vari materiali, fino a costruire quell’armonico rapporto di segni che viene organizzandosi al momento della messa in opera. In altri termini Casarin concepisce la formazione di immagini come un’articolazione di elementi componibili, per relazioni analogiche oppure simboliche, conseguenti al linguaggio della comunicazione visiva ..."

 

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