Fabio Colussi: tera e aqua

Dal 6 dicembre 2018 al 31 gennaIO 2019

Arte Paolo Maffei / via Riello 5" / 35122 Padova

orario dal martedi al venerdi ore 9 - 12 e 15 - 19 (chiuso dal 24 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019)

 

"Fabio Colussi è nato a Trieste, città imbrigliata fra i monti e il mare, dove vive e lavora.
Sicuramente ha frequentato lungamente le gallerie, i musei e le mostre d’arte affascinato soprattutto dal lavoro di quei maestri che nella città adriatica operavano memori della grande lezione postimpressionista che aveva continuato a produrre un genere di pittura, il paesaggio, particolarmente apprezzato ed ampiamente diffuso anche a livello di una committenza medio e piccolo borghese.
Colussi è venuto alla pittura attraverso una salda e concreta preparazione con l’aiuto di una perfetta conoscenza di valori spirituali ed artistici. Non è un pittore improvvisato, anche se certo le sue doti naturali hanno una parte importante nella sua personalità artistica.
Attratto dagli effetti delle luci e attento alle particolari atmosfere proponibili sulla medesima veduta ha iniziato ad operare da autodidatta inserendosi presto in numerose rassegne collettive di artisti della sua città e regione.
2Innamorato di Venezia, sente il fascino della città odierna più che dei secoli scorsi, l’incanto festoso dei suoi marmi, la poesia della sua laguna, la quiete dei suoi canali, la sincera gaiezza della sua popolazione multicolore e multiforme, pur non dimenticando la natia Trieste.
Pittura, quella di Fabio Colussi, fatta quindi essenzialmente di luce e colore (Fabio Colussi è un colorista eccellente, giunto ormai ad una completa maturazione), di colore intriso di luce, per accostamenti di raffinata sensibilità, per vividi, rapidi tocchi cromatici, più che ottenuta con impasti sostanziosi, elaborati di accordi e velature.
È sempre la luce l’elemento prevalente, l’elemento principe della pittura di Fabio Colussi, quell’ampio respiro luminoso che è la sua più alta ed essenziale qualità. Poeta della luce e del colore, le sue sono espressioni sincere con cui la sua arte esprime il suo amore per Venezia.
La disciplina è più visibile in certi tramonti e/o notturni, ove il motivo lirico si manifesta con estrema castigatezza di mezzi: alle volte basta un soffio per temperare la varietà dei toni chiari, dare una trasparenza più profonda all’atmosfera, che sfuma di lontano tra le luci dell’acqua e del cielo sul limite dell’astrazione.
Vedute nostalgiche di laguna e aspetti ampi e luminosi di barene; estasianti, inebrianti iridescenze di luci.
Nostalgiche, morbide, delicate visioni lagunari, così intimamente veneziane, delle albe e dei crepuscoli (quando nasce e/o muore il giorno, la vita).
Questa mostra mi ha fatto fare un salto nel tempo, anche se rappresenta la continuità di uno svolgimento artistico dominato da una grande passione. Fa ricordare le peregrinazioni lagunari alla ricerca del “paesaggio poetico” ricercato da artisti come Gino Rossi o Pio Semeghini, e si trovano gli schemi e i colori delle “contemplazioni” suggestive e malinconiche ispirate dalle isole e dai canali, dalle infinite distese d’acque sotto i cieli mutevoli. Sono i colori sensibili degli impressionisti, interpretati attraverso il filtro fantastico di Bonnard: i colori di una verità vista attraverso il sogno.
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(dalla nota introduttiva di Manlio Gaddi)