Ferdinando Celin nasce a Venezia nel 1946.Pur dimostrando fin da piccolo una propensione al disegno, fu indirizzato a più sicuri studi economici.

Diplomatosi ragioniere, nel '69 trova impiego presso una banca, pur continuando a coltivare la sua passione artistica. Nel contempo la frequentazione col pittore e restauratore prof. Carlo Guastalla

(Roma 1895- Venezia 1973) gli fornisce insegnamento ed indirizzo artistico,

Nel 1973 frequenta il corso triennale di pittura e disegno “Ettore Tito” dove ha modo di studiare il nudo dal vero.

Il 1976 apre la serie di mostre personali, oltre alle collettive, aiutato e sorretto dall'amico critico d'arte e giornalista dr. Vittorio Esposito  di Roma.

Un mercante mestrino gli offre,  nell'83, di tradurre serigraficamente due suoi lavori.

È il fatale incontro con la “ serigrafia “...!

Lavora molti anni con la stamperia d'arte di Claudio Barbato, dove apprende i segreti della tecnica.

Di giorno lavora in banca, di notte, ospite dello studio Avant Garde Design, in un sodalizio foriero di novità e progressi con il titolare Luigino Sutto, porta avanti  il concetto e realizza, le sue “ Pitture Serigrafiche”.

Sono lavori lunghi (tre mesi per la regata storica, dieci per le quattro stagioni) che assorbono tutto il suo entusiasmo, tempo e dedizione. Di questo periodo sono scarse sia la produzione di lavori ad olio, che l'attività espositiva.

Lo stress di una vita tutta sopra le righe, sia per il pesante lavoro di capoufficio di giorno, che di artista nottambulo, sfocia nelle dimissioni dalla banca nel 1990.

Si costruisce quindi uno studio-abitazione ai margini della laguna, verso Chioggia, fra i canneti e l'aria salmastra della barena di Val Averto, in quel di Lughetto.

Nel contempo l'amico Carlo Zanatta gli offre un sito presso la sua officina a Mestre, dove collocano una rudimentale stamperia serigrafica dentro una grande cisterna di vetroresina trasformata ad uopo.

Qui nascerà il “Monotipo Serigrafico”.

Conscio della necessità di fornirsi tutti gli strumenti possibili per il suo lavoro e realizzando un antico desiderio, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Urbino, prima, e di Venezia poi, dove si diploma nel 1996.

Gli anni dell'Accademia gli danno modo di frequentare vari artisti, come Omar Galliani che gli è docente di anatomia ed amico, e lo scultore-pittore Giordano Montorsi .

Per la tesi di laurea elabora con il docente prof. Di Racco una tecnica ed una visione pittorica nuova che verrà definita “Bianco su Bianco” con cui usando leggere sfumature del bianco tenta di rendere le sensazioni del reale  e del colore.

Sono lavori che trovano il consenso degli amici artisti e del critico d'arte dr. Manlio Gaddi , che ne riconoscono la novità e l'eleganza.

L'incontro con Manlio Gaddi, responsabile dell' Archivio Storico Tono Zancanaro, avviene nel 1998 in occasione della personale che il Comune di Campagna Lupia  ha offerto di ospitare nelle sue sale. Da quel momento una spontanea amicizia e stima li lega in una fattiva collaborazione.

Seguono numerosissime mostre collettive importanti organizzate dall'Archivio Storico Zancanaro, che gli fanno incontrare numerosi artisti quali lo scultore Baschierato, il pittore ed incisore, docente di incisione alla AA,BB. Di Roma, Giampaolo Berto, l'incisore Ivo Mosele e l'incisore Maurizio Fantoni, nonché i pittori Chioggiotti fra cui l'acquarellista Dario Ballarin  e lo scultore-pittore Giorgio Mazzon con cui stringe un fraterno sodalizio e nel cui studio incontra il maestro Nato Frascà, che gli dimostra stima e simpatia.

Dal 2001 ha trasferito lo Studio in via N. Sauro 4 a Olmo di Martellago.