... ovvero sulla tassonomia dell’arte ...

Canestri appare dalla sua arte tanto caparbio quanto non conformista, muovendosi esternamente ai grandi movimenti artistici contemporanei, anche se si possono riscontrare ovviamente delle affinità, ad esempio con il realismo alla Courbet ma anche all’impressionismo e forse soprattutto con l’opera di James Ensor.
La pittura di Canestri appare fortemente espressiva, con utilizzo di forme fantastiche e di tonalità forti, dovute anche all’utilizzo dello smalto in molte opere, con tratti aggressivi e stridenti.
Non c’è dubbio che Canestri interpreti, a suo modo, la realtà che ci circonda con i suoi aspetti negativi e positivi, in una continua ricerca delle proprie radici e delle tradizioni che affondano nel passato più remoto, con richiami a mondi fantastici appartenenti a più culture lontane fra loro nel tempo e nello spazio. Creatore di un universo fantastico, non deve stupire se i suoi quadri sono anche in grado di creare un certo senso di irritazione in chi guarda superficialmente: sicuro segno, questo, di opera d’arte, l’unica in grado di suscitare emozioni, che non devono obbligatoriamente essere piacevoli.
7La viaI soggetti sacri, trattati in maniera molto personale, sembrano essere uno degli argomenti nel’opera di Canestri, però sempre con occhio critico proiettato nel presente. Così in La via, lettura della fuga in Egitto, l’asino che trasporta la Madonna è in realtà un mezzo meccanico, un robot, che non cammina nel deserto ma su prato di fiori . La Madonna ha in testa non il velo ma una cornucopia (o un corno o un …) e la testa del Bambinello è circonfusa non dal disco solare dei santi ma da fiamme verdi che richiamano la Gehenna e che dal suo capo si dipartono in tutta l’opera. San Giuseppe porta sul petto il simbolo dei pacifisti, ha sula fronte come terzo occhio non il simbolo della Trinità ma piuttosto un grappolo d’uva, richiamo a Noè? Inoltre San Giuseppe tiene in mano una lanterna, forse cercando l’uomo come Diogene, la sua aureola è data da un ombrello parasole molto cinese come stile ed è sovrastato da un angelo che indica la strada. La Sacra Famiglia non è sola, ma è seguita da una moltitudine di persone. Non si tratta di un tentativo dissacratorio, ma di attualizzare una situazione altrimenti fissata nel tempo e nella iconografia.
Non solo soggetti sacri ma anche molto profani: in La mappa del desiderio, dove dominano vivaci colori quasi pastello si ha un passaggio da una raffigurazione quasi realista di molte opere ad un mondo che va verso il bizzarro e il fantastico. L’impostazione generale richiama ovviamente alla memora il tema del femminile che lega tutta la superfice per la presenza di seni e vagina, e che porta il pensiero alla donna come pietra angolare del mondo materiale e spirituale a partire dalle grandi Madri che personificano la forza generatrice; si richiamano alla memoria miti cosmogonici, l’uovo androgino di Brahama che vede l’uomo e la donna strettamente abbracciati, e che dopo la schiusa fa nascere l’impero aureo che rappresenta il cielo e l’uomo e quello argenteo per la terra e la donna. Si ha una visione olistica del mondo, dove “anime” animali, vegetali e minerali convivono in armonia, ed i contrari tendono a riunirsi.
PaesaggioPaesaggioSpesso Canestri rappresenta attraverso segni concreti, non di rado quasi surrealisti, ciò che non è visibile e sfugge di norma alla nostra vista col nascondersi dietro oggetti parte integrante della nostra realtà; ecco allora che le sue maschere, le psicomaschere, le figure dall’aspetto inconsueto diventano i protagonisti fondamentali dei suoi lavori, e si muovono con fluidità su sfondi improbabili.
Anche nei paesaggi, che presentano colori forti e luminosi, le forme diventano fluide e i contorni si fanno netti, con richiami alla natia terra toscana. Canestri rivela in queste opere il suo talento da colorista: colori caldi, forti, accesi che tengono desta l’attenzione sul contenuto del quadro, esaltandone le tonalità.
Non viene quindi usata una rappresentazione realistica ma l’artista si rifugia in un universo fantastico e bizzarro, dove probabilmente le sue le sue ossessioni e le sue paure prendono corpo, usando il trucco dell’uso delle carte per mascherare questa personale esternazione. Viene miscelato umorismo e paura, noto e ignoto, destando in questo modo a volte irritazione e fastidio in chi guarda.
E come detto all’inizio questa è arte.