Il paesaggio è sempre stata una delle componenti importanti nell'opera di Tono Zancanaro, al di là delle vedute padovane.

Grande viaggiatore, ha costantemente segnalato nei suoi taccuini di viaggio i luoghi visti dove ritornava frequentemente come la Sicilia, le città più amate come Roma o Venezia. Una caratteristica è che il paesaggio non è mai fine a se stesso, ma fedele alla sua visione del mondo odierno come un "prodotto" dell'uomo (i geografi parlerebbero di reificazione) in ogni foglio si trova una traccia del lavoro dell'uomo: tutto è antropizzato.

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